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Cambio d’abito per la sposa? Si o no?

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Organizzare il matrimonio è un lavoro impegnativo, fatto di scelte e confronti. L’abito da sposa è il primo dilemma da risolvere: corto, lungo, a sirena, in pizzo, in organza, bianco o colorato, classico, contemporaneo, c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Certamente, come in altre situazioni della vita, è normale una buona dose di incertezza, ma c’è anche chi si conosce alla perfezione e da subito individua fra mille l’abito dei sogni. Negli ultimi anni, prendendo ispirazione dai capricci delle dive, si sta diffondendo la moda del cambio d’abito anche tra le spose. Sembra infatti che da trovata eccentrica o super chic, la scelta di indossare un abito diverso per il ricevimento rispetto a quello indossato per la cerimonia sia una tendenza in ascesa. Ma cosa dice il galateo? La tradizione vuole un solo abito per la sposa, proprio perchè, si presume, verrà indossato solo per un giorno, quel fatidico giorno. L’abito della sposa deve essere unico, prezioso, bellissimo, da indossare con eleganza dall’ingresso in chiesa fino ai fuochi d’artificio che chiudono la festa. Niente vieta comunque di predisporre uno o più cambi d’abito, ad esempio se si opta per un modello con lungo strascico per la cerimonia in chiesa e se si preferisce poi stare più comode durante il ricevimento. Se la festa prosegue con gli amici fino a tarda notte si può anche azzardare un terzo cambio d’abito, con mise più consone ai luoghi che si intendono raggiungere.

Foto: www.aimee.it

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